Anna La Rosa


ANNA LA ROSA

CURRICULUM VITAE

Nata a Gerace (RC) 1.6.1955

Laureata in Filosofia e Pedagogia

Giornalista professionista e conduttrice di programmi TV

Professore associato di Comunicazione Scientifica e Biomedica presso l’ Università La Sapienza Facoltà Medicina e Chirurgia

Responsabile comunicazione e rapporti istituzionali della “Cure Focus Research Alliance”, Florida Collabora con la rivista scientifica CELLR4, edita negli USA.

In qualità di Pedagogista, collabora con ONLUS e comunità per minori e con l’Istituto di Psicopatologia di Roma, sui problemi dell’età evolutiva.

Docente di Giornalismo Televisivo all’Università Luiss Guido Carli.

ESPERIENZE PROFESSIONALI

Inizia la carriera giornalistica all’agenzia stampa Adnkronos. come cronista parlamentare, Nel 1990 è in Rai, nella redazione politica del Tg2 Nel 1994 l’ideazione e realizzazione di un programma per avvicinare i cittadini alla Politica’: nasce cosi ‘’TeleCamere’’, il primo rotocalco di informazione politica, parlamentare ed economica di cui è autrice e conduttrice, La cifra principale di TeleCamere, rimane il raccontare la vita istituzionale del Paese attraverso i suoi protagonisti, i progetti di legge, la vita dei ‘Palazzi’ e dei loro ‘inquilini’.. Di particolare rilievo nel curriculum del programma i cicli di ‘’TeleCamere Europa’’ da Bruxelles e Strasburgo realizzati con finanziamenti europei. Nel 1997, l’ideazione e realizzazione di un nuovo programma di Medicina: Telecamere Salute. Dal 2001 al 2007 è Direttore della testata RAI PARLAMENTO . Tra le nuove produzioni: ‘’Regionando’ : il rotocalco che ha fatto conoscere le realtà positive del paese , con un progetto approvato dalla Conferenza Stato Regioni. ‘’Euro:Zone’’, un programma nato per avvicinare i giovani alla politica attraverso l’utilizzo di contenuti e forme adatte al movimentato universo dei ragazzi di tutta l’Unione Europea. Sotto la sua direzione , è stata rivoluzionata la comunicazione istituzionale sul “Come si vota” modificando grafica e linguaggio d’intesa con il Ministero dell’Interno . A settembre del 2005, ‘‘per esigenze aziendali’’, le chiedono di realizzare per Rai 2 “Alice nel paese delle meraviglie” un programma d’informazione di prima serata , pur mantenendo la Direzione di Tribune e Servizi Parlamentari e il programma TeleCamere.

ESPERIENZE POLITICHE

Capo ufficio Stampa Ministero del Lavoro dal 1983 al 1987, Ministro Gianni De Michelis, collaborando anche con il Ministero de Beni Culturali per la realizzazione dei “Giacimenti Culturali”. Capo ufficio stampa del Gruppo Parlamentare del gruppo del PSI alla Camera dei Deputati dall’87 all’88. Dal 1975 ha sempre svolto attività di campagna elettorale per il PSI, prima da simpatizzante poi dal 1983 al 1990 organicamente sul territorio a livello nazionale.

FOCUS SULLA CALABRIA

Dal punto di vista personale ha sempre mantenuto legami molto stretti con la sua terra e proprio a questo scopo ha acquistato una casa a Gerace. Trasferita a Roma da bambina, ha comunque partecipato in prima persona alla vita sociale e politica della sua Regione, contribuendo alla ideazione e realizzazione di progetti per i tanti calabresi che sul territorio hanno continuato a combattere per i propri diritti e non si sono rassegnati a cancellare i loro sogni. Anche nella sua attività di giornalista ha sempre raccontato la realtà calabrese con l’ottica di chi ne conosce le potenzialità e sa che i riflettori sulla regione non devono essere puntati solo per i fatti legati alla criminalità organizzata, male che le giovani generazioni ereditano soprattutto nei 42 comuni della Locride nella provincia di Reggio Calabria. Nasce così, in collaborazione con il Tribunale dei minori di RC, il progetto “Liberi di scegliere”. I minori di ndrangheta sono quelli coinvolti in attività di criminalità organizzata o comunque soggiogati dalla subcultura familiare, costituiscono una realtà spesso invisibile, ma di preoccupante allarme sociale. I minori imputati per reati di mafia appartengono, per oltre il 60% a nuclei familiari coinvolti in processi per criminalità organizzata (art.416bis). Ciò conferma che l’appartenenza o la contiguità a famiglie criminali costituisce fattore di rischio ed emarginazione sociale. Il Tribunale di RC sempre più spesso si trova a giudicare figli o fratelli di coloro che erano stati processati (anch’essi minorenni all’epoca) negli anni ‘90 e 2000) tutti appartenenti alle storiche “famiglie” del territorio. La delinquenza minorile dei contesti malavitosi si rinnova così per discendenza ed è proprio attraverso “l’investimento pedagogico” operato sulle nuove generazioni che si radica e si sviluppa il potere mafioso tramandandolo da padre in figlio. La ndrangheta si eredita. Il progetto “Liberi di scegliere” ha lo scopo di interrompere questa spirale perversa e negli ultimi 5 anni, ha disposto la decadenza o la limitazione della potestà genitoriale di coloro che appartengono a organizzazioni malavitose di stampo ndranghetistico, “Liberi di scegliere” garantisce azioni mirate ed efficaci ai bambini e agli adolescenti. Una scelta culturale prima ancora che giudiziaria, non certamente repressiva, ma inclusiva.

Sito web:
Contatti: Cell:+39 335 8301291 email: annalrs@libero.it

 

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