di Michaela Liuccio, Presidente del CdS in “Comunicazione scientifica biomedica”, Sapienza, Roma Nell’editoriale dell’ultimo numero del “The European Journal of Public Health”[1] Johan P. Mackenbach riflette sulle disuguaglianze di salute, sottolineando che il mondo in cui viviamo è estremamente diseguale, non solo in termini di reddito e ricchezza, ma anche in termini di durata della vita e di salute. E i due fattori risultano collegati: le persone che hanno meno risorse materiali tendono anche a morire più giovani e ad avere più problemi di salute durante la loro vita. A suo avviso sarebbe importante focalizzarsi su tre “verità scomode”: 1)…

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di Alice Bortolami, Laureata in Infermieristica, iscritta al CdS in Comunicazione scientifica Biomedica, Sapienza, Roma A partire dall’inizio del XX° secolo abbiamo assistito in Italia e in genere, con velocità diverse, in tutto il mondo ad un progressivo invecchiamento della popolazione. La speranza di vita alla nascita, nel nostro Paese, è quasi raddoppiata passando dai 43 anni, all’inizio del novecento, fino agli attuali 82 anni. È opinione condivisa che l’invecchiamento costituisca il principale fattore di rischio per numerose malattie croniche spesso associate, e che agire tempestivamente sugli elementi chiave del processo di invecchiamento possa rappresentare la migliore strategia preventiva per…

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di Alice Bortolami, Laureata in Infermieristica, iscritta al CdS in Comunicazione scientifica Biomedica, Sapienza, Roma “Tabacco e tattiche dell’industria per attirare le giovani generazioni”. E’ questo il tema scelto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la Giornata mondiale senza tabacco 2020 che si è celebrata lo scorso 31 maggio. Il fumo è la prima causa di morte evitabile nel mondo, dal momento che nel 25% dei casi è alla base dei decessi per cause oncologiche. Inoltre, la nicotina e i prodotti del tabacco aumentano ulteriormente il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. Ciò nonostante, al crescere delle evidenze scientifiche cresce anche il…

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di Alice Bortolami, Laureata in Infermieristica, iscritta al CdS in Comunicazione scientifica Biomedica, Sapienza, Roma Le vaccinazioni sono da sempre considerate, nell’ambito della prevenzione delle malattie infettive, uno strumento di comprovata efficacia e sicurezza. In Italia la vaccinazione è offerta attivamente a gruppi di popolazione target e viene somministrata gratuitamente dai servizi pubblici di immunizzazione, dislocati su tutto il territorio nazionale. Ad oggi stiamo però assistendo a una netta trasformazione dell’approccio culturale alla vaccinazione, in cui la dimensione collettiva passa in secondo piano e la scelta individuale diventa predominante. L’ascesa dei movimenti NO-VAX ha portato le istituzioni sanitarie a riconsiderare…

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